|
Il
Tribunale di Milano ha emesso un’importantissima
sentenza in materia di elettrosmog promossa dal
Codacons da alcuni cittadini del Comune di Arese
assistiti dagli avvocati Marco Donzelli e Alberto
Panigada in cui viene ordinato all’Enel s.p.a di
spostare due elettrodotti istallati in prossimità
delle abitazioni.
Con una sentenza coraggiosa, ma in linea con la
emergente giurisprudenza, il giudice ha accertato la
dannosità dei campi elettromagnetici sulle strutture
biologiche per l’esposizione a lungo periodo. La
consulenza tecnica d’ufficio svolta dell’ISPESL
afferma addirittura un aggravamento di malattie in
atto in due adulti residenti. Il Tribunale di Milano
afferma poi che studi e indagini condotte in stati più
evoluti tecnologicamente del nostro, hanno evidenziato
l’aumento dei tumori in soggetti esposti lungamente
a campi elettrici generati da impianti ad alta
tensione.
Il Codacons si dichiara particolarmente lieto della
rivoluzionaria sentenza del Tribunale di Milano e
sottolinea che questa sentenza è arrivata come
inevitabile conseguenza di un durissimo lavoro svolto
da tutti i volontari dell’associazione.
Ma ecco il testo del provvedimento adottato dal
Presidente della XII sezione civile del Tribunale di
Milano, dott. Purcaro:
"Osserva il giudicante che gli studi scientifici
delle conseguenze sulle persone dei fenomeni elettrici
e magnetici prodotti dagli elettrodotti ad alta
tensione, non hanno finora condotto a risultati
facilmente verificabili.
Non si esclude però la dannosità dei campi
elettromagnetici sulle strutture biologiche per
esposizioni di lungo periodo, e si riconosce la quasi
certezza della loro dannosità per i bambini, ai quali
provocano leucemia.
Nel caso specifico il CTU ha parlato addirittura di un
aggravamento di malattie in atto in due dei ricorrenti
adulti, attribuendoli al timore dell’influsso del
campo elettromagnetico sul loro male.
Va peraltro osservato che gli studi e le indagini
condotte in stati più evoluti tecnologicamente del
nostro, hanno evidenziato l’aumento dei tumori in
soggetti esposti lungamente a campi elettrici generati
da impianti ad alta tensione, ed altre sintomalogie in
persone che abitano in prossimità di installazioni
elettriche.
Dalle precedenti osservazioni deve trarsi la
conclusione che gli elettrodotti dell’Enel in
questione sono dannosi per la salute degli abitanti
del complesso Morganda in Arese.
E’ sufficiente, infatti, rilevare la quasi certezza
degli studiosi, che i campi elettromagnetici prodotti
da elettrodotti ad alta tensione cagionano la leucemia
infantile, per fare concludere per la fondatezza del
ricorso e del pericolo in atto per gli abitanti della
Morganda.
A questa conclusione non può certo essere opposto che
non vi è assoluta certezza sulle conseguenze
biologiche dei campi elettrici e magnetici, perché
non può l’Enel pretendere che i ricorrenti ed i
loro figli attendano di ammalarsi di cancro o di
leucemia infantile per eliminare la fonte del pericolo
di tali mali.
Se i ricorrenti ed i loro familiari sono esposti al
rischio di cancro o leucemia (ma anche di altre
malattie neurologiche associate alla presenza degli
elettrodotti, delle quali è sintomo l’aggravamento
della malattia di due dei ricorrenti rilevata dal CTU)
hanno diritto di ottenere la tutela da parte
dell’ordinamento senza dover attendere che il
pericolo di danno si concretizzi in danno effettivo.
Gli enti preposti alla tutela della salute non solo
nel nostro Stato, ma anche nella totalità degli Stati
evoluti, raccomandano l’adozione di misure cautelari
adeguate, contro i rischi derivanti dall’esposizione
a campi elettromagnetici, specie nei casi in cui siano
limitate le difficoltà pratiche ed economiche per la
realizzazione delle cautele.
Pertanto, considerato che l’eliminazione della
situazione di pericolo prospettata dai ricorrenti è
facilmente realizzabile in quanto il Comune di Arese
ha offerto gratuitamente all’Enel le aree sulle
quali spostare gli elettrodotti.
P.Q.M.
ordina
all’Enel spa di spostare nel più breve tempo
possibile e, comunque, non oltre due anni, gli
elettrodotti installati in prossimità delle
abitazioni dei ricorrenti, sui terreni messi a sua
disposizione dal Comune di Arese."
|