Relazione del Gruppo di Lavoro sull’inquinamento
elettromagnetico
presenta al Consiglio Comunale il 18 aprile 2000.
Il Comune di Seveso ospita sul suo territorio
una linea 380 kV e una linea 220 KV che non rientrano nelle
norme di legge è pertanto nostro compito trovare una
soluzione che ponga rimedio a tale deficienza. La normativa
vigente stabilisce per il 31 dicembre del 2004 la data ultima
per la realizzazione dei programmi di risanamento.
A ragione di questo obbligo l’ENEL comunicava al
Comune in data 30 dicembre 1998 di aver presentato al
competente Ministero dei Lavori Pubblici il progetto di
risanamento che prevede l’innalzamento delle linee con degli
enormi tralicci. In data 25 novembre la A.S.L. 3 - P.M.I.P. di
Monza dichiarava che il progetto di risanamento dell’ENEL
non garantirà le distanze previste dalla legge anche se
probabilmente ridurrà i valori di campo. Anche la Regione
Lombardia, in seguito ad esplicita richiesta del Sindaco
Clemente Galbiati, esprimeva la sua perplessità sul progetto
previsto dall’ENEL affermando che "non è chiaro quale
sia lo scopo dell’intervento" e che comunque
l’intervento non consentirà il rispetto delle distanze
fissate dalla Legge.
A seguito della preoccupazione espressa
dall’Amministrazione e in relazione alle sollecitazioni e
all’interpellanza del Gruppo Consigliare della Lega Nord per
l’indipendenza della Padania, il Consiglio Comunale respingeva
con delibera n. 56 del 20/7/1999 il progetto dell’ENEL e
assegna ad una rappresentanza il compito di proporre
all’ENEL soluzioni alternative, tra cui dell’interramento,
come modalità di risanamento degli elettrodotti.
La rappresentanza, composta dal Sindaco Clemente Galbiati,
dall’Assessore alla Tutela del Territorio Marzio Marzorati e
dai consiglieri Andrea Caronni e David Carlo Galli, ha
realizzato il seguente lavoro.
- Comunicazione ufficiale all’ENEL della deliberazione
consigliare e richiesta di immediato incontro di
approfondimento.
- Realizzazione dell’incontro con l’Enel, il
20/10/2000, nel quale venivano chiarite le rispettive
posizioni e veniva richiesto nuovo parere da parte dell’Enel
in relazione alla deliberazione consigliare.
- Lettera ufficiale dell’Enel (Gruppo Terna),
20/12/2000, nella quale vengono chiariti i limiti del
progetto di interramento, non vengono segnalate altre
opportunità e quindi viene sottintesa la validità del
progetto già presentato.
- Richiesta d’incontro con L’Amministrazione comunale
di Cesano Maderno a seguito della quale riceviamo una
risposta telefonica, da parte dell’Ufficio Ecologia, di
non interesse immediato del Comune, stiamo presentando una
nuova richiesta di incontro per poter affrontare insieme
il problema.
- Incontro con il CODACONS (Coordinamento delle
Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti
degli Utenti e dei Consumatori) vengono fornite utili
informazioni e viene espressa una disponibilità a
realizzare un incontro con il Comune di Seveso per
approfondire il problema e l’esperienza del Comune di
Arese (allegata relazione).
- Incontro con Legambiente Lombardia e visita agli
elettrodotti, acquisizione di documentazione e
approfondimento delle condizioni normative.
- Incontro con l’Azienda Regionale delle Foreste per la
moria di volatili dovuta alla linea di bassa potenza
ancora presente nel Bosco delle Querce.
- Raccolta documentazione legislativa e informativa.
Abbiamo riscontrato la difficoltà da parte dell’Enel di
rivedere il progetto di risanamento presentato se non in
collaborazione economica con l’Amministrazione di Seveso.
Abbiamo potuto verificare l’impossibilità, con il presente
progetto dell’Enel, di ottenere il rispetto della normativa
vigente. E’ in discussione in Parlamento la revisione della
Legge relativa all’inquinamento elettromagnetico. Abbiamo
constatato la necessità di un approfondimento di conoscenze
con le esperienze presenti in Lombardia e in particolare nella
Provincia di Milano.
Proponiamo che il Consiglio Comunale verifichi la
documentazione allegata e che nella prossima convocazione
deliberi un orientamento ed un indirizzo per
l’Amministrazione Comunale. Proponiamo di realizzare, prima
del prossimo Consiglio Comunale, un incontro di
approfondimento tecnico che aiuti alla scelta d’indirizzo.
Marzio Marzorati
Assessore alla Tutela del Territorio
APPROFONDIMENTO
L’inquinamento da campi elettromagnetici è un fenomeno
da sempre sottovalutato ora posto
all’attenzione dell’opinione pubblica e dell’ambiente
scientifico. Purtroppo la produzione sulla normativa appare
sporadica e, comunque, inefficace. La maggior attenzione ai
fenomeni d’inquinamento riguarda la chimica e altri fenomeni
di origine fisica quali ad esempio il rumore. Dobbiamo
considerare due elementi di valutazione per
ponderare questo apparente disinteresse, il primo la scarsità
di studi scientifici e il secondo l’eccezionale rilevanza di
interessi politici ed economici coinvolti. E’ quindi
necessario segnalare che l’accresciuto interesse per la materia
trae origine dall’impegno dei comitati di cittadini che,
sorti spontaneamente, svolgono una costante vigilanza sugli
sviluppi e le conseguenze del fenomeno. Anche in Italia quindi
come è avvenuto in Nord America, si deve a tali gruppi di
opinione lo stimolo per una maggiore attenzione da parte del
legislatore e degli operatori del diritto sul fenomeno
dell’inquinamento elettromagnetico. Anche se è necessario
considerare che il limite dei comitati è quello di essere
spinti dall’emotività e di controllare troppo poco le fonti
d’inquinamento che partono dall’individuo o dalla
famiglia, le quali anche se quantitativamente limitate sono
molto dannose alla salute (uso degli elettrodomestici,
telefoni portatili, asciugacapelli ecc.).
L’elettrosmog è un fenomeno da non
sottovalutare: le scarse conoscenze scientifiche hanno
comunque evidenziato l’estrema pericolosità, l’Organizzazione
Mondiale della Sanità lo include tra le quattro
principali emergenze del mondo contemporaneo. I campi
elettromagnetici riescono ad attraversare in modo indisturbato
quasi tutti i metalli, le pareti degli edifici, le piante, il
corpo umano e degli animali.
Le maggiori fonti d’inquinamento possono essere
individuate negli elettrodomestici di uso comune, negli
elettrodotti e negli impianti di radiotrasmissione. Per quanto
riguarda la prima categoria il rischio appare contenuto dalla
predisposizione di specifici standard di costruzione e dalla
possibilità, per gli utilizzatori, di adottare elementari
norme di prudenza. Al contrario, estremamente preoccupante è
il rischio cui sono esposti inconsapevolmente gruppi di
individui per l’esposizione alle rimanenti fonti di
irradiazione.
Gli elettrodotti sul territorio nazionale compongono una
rete di 60.000 Km di linee ad alta tensione, esistono poi gli
impianti di trasmissione per la telefonia cellulare e per le
radiotrasmissioni in genere (radio private, ripetitori
televisivi). Oltre al consistente numero di "impianti
sorgente" devono essere oggetto di considerazione anche
altri dati di carattere generale. I soggetti esposti
appartengono a categorie non omogenee di cittadini versando
(età, salute, abitudini…) in condizioni fisiche tra loro
differenti che determinano diverse conseguenze
dall’esposizione prolungata. Il rischio e l’incognita per
i cittadini esposte all’inquinamento aumenta.
Evidenziata la vastità del fenomeno, è ora il caso di
ricordare che numerosi studi, di sicura attendibilità, hanno
confermato l’esistenza di non indifferenti effetti
biologici quale conseguenza dell’esposizione a campi
elettromagnetici (rischi leucemici soprattutto per i bambini,
disturbi celebrali, iperstimolazione del sistema nervoso,
rischi tumorali non del tutto dimostrate). Tali studi hanno
avuto principalmente ad oggetto i campi magnetici a bassa
frequenza, quali quelli generati dagli elettrodotti di grandi
dimensioni e, più recentemente hanno preso in esame anche i
campi magnetici ad alta frequenza che traggono origine dagli
impianti di radiotrasmissione. Seppure con il limiti derivati
dalla scarsità di studi epidemiologici, che non consente un
esame adeguato degli effetti cronici, le conoscenze
scientifiche oggi acquisite (Istituto Superiore della sanità
rapporto Istisan) dimostrano la presenza di un rischio
effettivo per la popolazione conseguente all’esposizione a
campi elettromagnetici a bassa frequenza. Il più attendibile
studio sugli effetti dell’inquinamento elettromagnetico a
bassa frequenza, realizzata in Svezia nel 1992 su un campione
di 300.000 abitanti, dimostrava che i campi elettromagnetici
sono causa di casi di leucemia comunque numericamente
contenuti (3/4 casi). Da alcuni studi si dimostra che in molte
zone metropolitane l’intensità del campo ad altra frequenza
risulta aumentato di uno o due milioni di volte rispetto a
quello naturale.
Resta da considerare che gli impianti che generano campi
elettromagnetici oltre a creare situazioni di rischio per la
salute pubblica determinano, per dimensioni ed ubicazioni, un
considerevole impatto ambientale incidendo pesantemente sul paesaggio,
vediamo un chiaro esempio nei tre impianti situati sul nostro
territorio (altopiano di Seveso e Baruccana).
L’impianto normativo che disciplina la
materia appare del tutto frammentario e di difficile
attuazione, prende in considerazione esclusivamente il
fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico generato da
elettrodotti, solo ultimamente si sta intervenendo, anche con
Legge regionale, per quanto riguarda l’inquinamento al alta
frequenza.
Il Decreto del Presiedente del Consiglio dei Ministri del 23.04.1992
stabilisce i "limiti massimi di esposizione ai campi
elettrico e magnetico generati dalla frequenza industriale
(50Hz) negli ambienti abitativo e nell’ambiente
esterno", trova fondamento nell’articolo 4 L 23.12.78
n. 833 e dell’articolo 2 L 8.7.86 n. 349 indicanti le
competenze per la fissazione dei limiti massimi di
accettabilità delle concentrazioni e di esposizioni
relativamente agli inquinanti di natura chimica, fisica e
biologica tra i quali rientrano anche i campi
elettromagnetici.
Il D.P.C.M. indica: le distanze minime che
devono intercorrere tra gli elettrodotti di grande portata
(tra i 132.000 e i 380.000 Volt) ed i fabbricati siano essi
adibiti ad abitazioni o meno ("linee a 380 kV > 28
m.") e l’intensità ("5 kV/m e 0,1mT,
rispettivamente per l’intensità di campo magnetico e di
induzione magnetica in aree (...) che individui della
popolazione trascorrono una parte significativa della
giornata; 10kV/m e 1 mT (…) nel caso in cui l’esposizione
sia ragionevolmente limitata a poche ore al giorno").
Per quanto riguarda invece l’inquinamento conseguente
l’esposizione da campi elettromagnetici generato da impianti
di radiotrasmissione, non si rinvengono specifiche
disposizioni aventi efficacia in ambito nazionale (circa
60.000 trasmettitori istallati negli ultimi 10 anni, con
potenze oscillanti da poche decine ad alcune migliaia di
watt). La Legge delle Stato è recentemente intervenuta per
dare un limite di tolleranza all’inquinamento della
telefonia mobile stabilendo un massimo di 6 V/m alla distanza
di 30 metri. Ad oggi quindi manca ancora una Legge quadro che
disponga in materia di inquinamento elettromagnetico a bassa
ed alta frequenza. Le Regioni si stanno coordinando per
definire un comportamento comune in materia.
Allegati:
- Lettera Terna Gruppo Enel del 20/12/1999 con allegata
cartina di ubicazione delle linee.
- Relazione del consigliere David Galli del 31/1/2000 in
merito all’incontro con il CODACONS.
- Documentazione tecnica informativa:
- "Problematiche sanitarie connesse con le linee ad
alta tensione" Carlo Petrini, Paolo Vecchia,
Laboratorio di Fisica, Istituto Superiore di Sanità, Roma
(AEI Volume 8 Numero 4, aprile 1993).
- "Campi elettromagnetici ad alta frequenza"
Paolo Vecchia, Laboratorio di Fisica, Istituto Superiore
di Sanità, Roma (AEI Volume 86 Numero 4, aprile 1999).
- "EMF – Campi elettrici e magnetici a bassa
frequenza" Dea n. 303 rev. 5 15/12/92.
- Estratto dal "Il Codice dell’Ambiente" di
Stefano Maglia e Maurizio Santoloci edizione 1999.
"Inquinamento elettromagnetico" introduzione a
cura di Luca Ramacci e Stefano Maglia.
- "Sorgenti di campo elettromagnetico: schede
tecniche e implicazioni normative". Autori: Giuseppe
Sgorbanti, Maria teresa Cazzaniga, Floriana Pontani,
Christian Stella.
- "Vademecum sull’inquinamento
elettromagnetico", Legambiente in collaborazione con
Associazione T.E.S.L.A. (30/11/1999).