Da IL GIORNO di domenica 14 ottobre 2001
14 Ott 2001 03:07
Una vita ad alta tensione
SEVESO — Spalancare la finestra della cucina e trovarsi davanti un pilone dell'alta tensione di venti metri, invece del più «tradizionale» albero pieno di foglie. Oppure, scendere dall'auto quando piove, chiudere la portiera a chiave e ricevere una bella scossa. Senza contare quel fastidioso ronzio, che non si ferma nemmeno a notte fonda?
E' un vero e proprio incubo «elettrico» quello che vivono le 150 famiglie, di Seveso e Cesano Maderno, costrette ad abitare all'ombra delle linee dell'alta e bassa tensione che sovrastano le loro teste. Stanche di dover sopportare tutto ciò hanno deciso di riunirsi e di formare il «Comitato Altopiano di Seveso e Cesano Maderno per la tutela dell'inquinamento elettromagnetico».
Ognuno dei 150 sostenitori, rappresentati da un direttivo di dieci persone, ha la propria storia da raccontare: chi ha nel giardino di casa l'enorme pilone o, ancora, sul tetto della propria abitazione si incrociano addirittura due linee elettriche. E' il caso di Marialuigia Dal Ben, segretaria del Comitato, residente in via Degli Abeti 4.
«Abito qui da oltre trent'anni con la mia famiglia. Se all'inizio il problema non era così grave, mi riferisco al 1965 quando abbiamo iniziato a costruire la casa, sei anni dopo è diventato un incubo. L'Enel ha innalzato i piloni e, al tempo stesso, ha potenziato l'erogazione di energia elettrica della linea di alta tensione, senza contare che sopra il nostro tetto viaggia anche quella di bassa tensione, che attraversa tutta Seveso. Non sappiamo quale danno tutto ciò possa provocare alla nostra salute, gli unici episodi tangibili che ci fanno riflettere sono il ronzio continuo, a cui purtroppo ci siamo dovuti abituare, un po' come quelli che vivono vicini ai binari del treno, e le scosse elettriche, diventate inevitabili quando piove». In questi giorni però per le famiglie si sta finalmente aprendo uno spiraglio. Il comune di Seveso ha finanziato un intervento dell'Arpa (Azienda regionale protezione ambiente) per rilevare la presenza di inquinamento elettromagnetico.
Le verifiche sono cominciate ma i risultati si avranno solo entro la fine dell'anno. Venerdì un rilevatore è stato in una casa di via Degli Abeti, a pochi passi da quella della signora Marialuigia, e lo farà anche per altre 19 abitazioni lasciando l'impianto fisso per una giornata intera in due casi. La stessa operazione è già avvenuta alla scuola elementare di Baruccana, sopra la quale passano le linee di bassa tensione. «Finalmente! - commenta Marialuigia - Sono contenta che il comune si sia mobilitato. I rilevamenti sono stati la nostra prima richiesta al momento della fondazione, nel febbraio scorso. Noi vogliamo dimostrare che questi piloni arrecano un danno alla nostra vita e chiediamo che le linee siano interrate al più presto. Non è fantascienza, deve essere realtà».
Nella foto Vismara: i residenti sotto i cavi elettrici.di Arianna Bonfanti
