Da IL GIORNO del 23 maggio 2002

23 Mag 2002 03:07

Elettrosmog, accordo storico

 
 

SEVESO — La strada potrebbe essere ancora lunga, ma oggi le centinaia di famiglie di Seveso che vivono all'ombra degli elettrodotti della Cislago-Bovisio hanno una certezza: alcuni piloni saranno eliminati mentre altri innalzati, per ridurre del 40 per cento il campo magnetico nell'area sottostante. Una novità prevista dal progetto preliminare presentato dall'Enel al comune di Seveso. La situazione potrebbe diventare un caso nazionale, se realizzata in tempi brevi, e soprattutto la soluzione a un problema che si trascina da decine di anni e che lungo la linea dell'elettrodotto registra situazioni davvero limite: non solo a Seveso i fili viaggiano molto al di sotto di quanto stabilisce la normativa, ma addirittura a Cesano Maderno i bambini della scuola elementare di via Stelvio davanti alle proprie finestre notano prima il pilone di 30 metri piuttosto che gli alberi.
«E' dal 1998 che combattiamo con l'Enel per far sentire la nostra voce - sottolinea l'assessore all'ecologia del comune di Seveso, Marzio Marzorati - o meglio per verificare, e quindi intervenire, se i piloni da 380mila volt e quelli da 220 mila volt, che viaggiano sopra i tetti delle famiglie dell'Altopiano, sono a norma. Oggi abbiamo finalmente ottenuto un progetto e soprattutto delle cifre che ci hanno dato ragione». L'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) ha posizionato delle centraline in 23 case di Seveso: in venti per qualche ora, mentre in tre per un'intera giornata. «Su 13 casi, registrati sotto i piloni da 380mila volt, 9 sono fuori normativa, ovvero la distanza tra il tetto dell'abitazione e il pilone è addirittura di 10 metri, nettamente inferiore al limite stabilito per legge che è di 30 metri. La stessa situazione si è registrata in 10 casi per i 220 volt. Un dato, arrivato sul nostro tavolo all'inizio del mese, che non poteva lasciare indifferente l'Enel che in risposta ha presentato tre strade».
Interrare la linea, ma questo costerrebbe oltre 6 milioni di euro totalmente a carico del comune, spostare i tralicci, ma questo vorrebbe dire entrare nel parco delle Groane e invadere altre proprietà private, oppure innalzare la linea da 380mila volt a 70 metri e far passare sui medesimi piloni la linea da 220mila volt, che sarebbe quindi eliminata dal territorio dell'Altopiano. Strada quest'ultima scelta da Seveso. «I cavi non aumenteranno rispetto agli attuali sei, anzi scenderanno a quota tre». Le intenzioni dell'amministrazione sono chiare.
«Continueremo a incalzare l'Enel - conclude Marzorati - per far tagliare al più presto possibile l'ambito traguardo». «In base alla normativa al momento in vigore - sottolinea il consigliere David Galli, della Lega Nord e residente all'Altopiano sotto i tralicci - l'Enel ha tempo sino al 2008 per dare il via ai lavori. Non possiamo aspettare, non possiamo correre il rischio che il cantiere venga rinviato ulteriormente, dobbiamo fissare dei paletti precisi: l'Enel dovrà presentare entro il settembre prossimo il progetto esecutivo ed entro il giugno del 2004 i piloni dovranno essere innalzata. Non possiamo fermarci ora. Abbiamo contattato il ministero, attraverso i parlamentari della zona, abbiamo lavorato molto con l'amministrazione comunale, in particolare gli assessori Renato Alari, Marzio Marzorati e Marco Mastrandrea, ora l'Enel ci deve ascoltare». Certo i precedenti non sono positivi: il comune di Arese ha vinto, nel 1999, una causa storica contro l'Enel puntanto sul principio precauzionale (la paura di contrarre un tumore). Ad oggi non è stato fatto nulla.
di Arianna Bonfanti